Daugavpils, la capitale russa della Lettonia? Il rettore dell’Università smentisce questo mito

Il professor Barševskis, a capo dell’Università nel capoluogo del Latgale, sostiene che la città sta diventando più lettone negli ultimi anni.


Daugavpils, capoluogo del Latgale, la regione dove più massiccia è la presenza di russofoni in Lettonia, è da sempre considerata la “capitale” dei russofoni lettoni. Ma adesso il rettore dell’Università di Daugavpils, Arvīds Barševskis cerca di sfatare questo mito, in un’intervista al quotidiano “Neatkarīga”.

“Forse qualcuno arrivando a Daugavpils, può avere un’impressione strana, sentendo di più parlare russo che lettone. Ma anche girando per qualche quartiere periferico o nei dintorni di Riga, la situazione è simile.
Ma quando si entra in qualche supermercato a Daugavpils, e si chiede qualcosa si sente rispondere in lettone. Dunque la situazione non è così grave come certe volte si dice”.

Barševskis accusa anche la stampa e i mezzi di informazione perché spesso nei media si sente parlare di Daugavpils solo per in senso negativo (appunto la russificazione della città, la grave situazione economica della regione, la disoccupazione, l’alcolismo..). Oppure non se ne parla affatto. Ma per il rettore dell’Università di Daugavpils sono invece molte le cose positive e i miglioramenti in corso nella regione.

“Recentemente abbiamo aperto un centro di ricerca universitario appena fuori città. Sono arrivati all’inaugurazione diversi accademici, e ci ha fatto piacere vedere la troupe di Panorama (il tg del primo canale pubblico lettone) che è venuta a fare un servizio. Ma questa è stata un’eccezione. Negli ultimi venti anni ben poche volte è stata mostrata un’immagine positiva della città.
Mi è stato offerto un lavoro a Riga per il doppio dello stipendio, ma ho preferito rimanere a Daugavpils, mi sento un patriota di questa città. Riga non mi piace troppo. A Daugavpils mi sento meglio, è una città più sento più vicina a me”.

Barševskis sostiene che Daugavpils in questi ultimi anni sia diventata più “lettone” rispetto al passato, e questo è dovuto principalmente al lavoro svolto dall’Università. “Con l’arrivo di diversi studenti stiamo rendendo Daugavpils più lettone. Qui trovano le stesse offerte formative di Riga e vengono volentieri anche da fuori. Poi trovano lavoro e restano qui.”

Più difficile secondo il rettore la situazione fuori da Daugavpils, specialmente nelle zone di confine con la Russia. Nei villaggi vicini alla frontiera la russificazione è ormai una realtà consolidata. E non giovano allo sviluppo di queste zone la mancanza di lavoro e le difficili situazioni economiche.

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3 commenti a “Daugavpils, la capitale russa della Lettonia? Il rettore dell’Università smentisce questo mito”

  1. Se posso vorrei dire basta con questa demonizzazione della lingua russa…che diventi seconda ufficiale…sarebbe un atto di civilta’

    • questa piccola nazione è stata letteralmente massacrata dai russi nella storia… mi pare giusto che la lingua ufficiale resti soltanto il lettone non solo per rivendicare una propria indentità storica ma anche perchè questo rende la Lettonia più europea e meno “sovietica”

      • Comprendo che, dopo soli 20 anni di indipendenza, i lettoni serbino ancora un certo rancore verso la Russia e che attribuiscano un significato pesantemente politico all’eventualità di un riconoscimento del russo come seconda lingua ufficiale dello stato.
        Bisognerebbe tuttavia considerare anche che molti dei russofoni residenti in Lettonia lo sono loro malgrado: c’è chi si trova qui perché il padre o il nonno era un militare stanziato sul Baltico, chi è stato mandato come colone, chi inviato come funzionario. Episodi di intolleranza nei confronti di questa gente non sono francamente giustificabili: meglio farebbero ad indirizzare il proprio asto verso il fu regime sovietico, verso i generali, verso i ministri di allora. La povera gente non c’entra nulla. Inoltre molti russofoni sono nati e cresciuti in Lettonia, sentono propria ed amano questa terra, pur conservando le tradizioni e la lingua parlata in famiglia. Altri sono ormai troppo anziani per poter imparare il lettone ed incontrano quindi una certa difficoltà nella vita quotidiana.
        Riconoscere il russo come seconda lingua ufficiale in quanto madrelingua di oltre il 30% della popolazione, parte della quale in possesso di cittadinanza e quindi di pieni diritti, ed in quanto compresa dalla stragrande maggioranza della popolazione totale, sarebbe un gesto di distensione oltre che di civiltà ed avrebbe il grande vantaggio di rendere il russo lingua ufficiale dell’UE. L’Europa ha bisogno di buoni rapporti con la Russia perché essa rappresenta un mercato molto importante ed in grande espansione, sia per l’import che per l’export, ben più di quello americano. La Lettonia diventerebbe così una porta commerciale privilegiata con vantaggi economici di non poco conto.
        Se invece le implicazioni politiche e psicologiche sono tali da impedire l’elevazione del russo a seconda lungua, che sia almeno concesso di produrre alcuni documenti ufficiali (rinnovo passaporti, patenti di guida, ricette e referti medici, bugiardini, istruzioni, contratti, rogiti, sentenze, ma anche semplicemente bollette) affiancando il russo alla lingua ufficiale. Ciò sarebbe di grande utilità verso la popolazione più anziana: un atto degno di un welfare state moderno ed europeo.

        P.S.: ricordiamoci che in Finlandia lo svedese è la seconda lingua ufficiale dello stato, sebbene sia la madrelingua soltanto del 5 % della popolazione!

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