Grande orgoglio lituano, la giovane nuotatrice ha surclassato stasera le sue colleghe di vasca nei cento metri rana
Dopo che ieri in semifinale aveva comunque battuto tutte e fissato il nuovo primato europeo nella sua specialità (1:05.21), l’oro olimpico di Ruta non è giunto del tutto inaspettato. E tuttavia la storia bellissima di una ragazza molto giovane (forse ancora una bambina, a 15 anni), che da due anni vive, si allena duramente e studia lontano dalla famiglia in un paese diverso dal suo ha stupito e commosso tutti. Soprattutto durante la premiazione, dove Ruta difficilmente è riuscita a trattenere le lacrime ancora prima di salire sul gradino più alto del podio e ascoltare l’inno della Repubblica lituana riempire l’Aquatic Center di Zaha Hadid, a Londra.
Questa è la quinta medaglia d’oro alle Olimpiadi che la Lituania si aggiudica dal 1992 in quanto Stato indipendente, e la prima nel nuoto. Prima di Ruta l’avevano vinta Romas Ubartas (1992) e Virgilijus Alekna (2000 e 2004) nel lancio del disco e Daina Gudzinevičiūtė nel tiro al piattello (2000).
Nata a Kaunas, in Lituania, il 19 marzo 1997, Ruta (64 kg per 1,72 m) stasera ha battuto le temibili colleghe, tra cui l’americana Rebecca Soni (+ 0.08), che aveva vinto l’oro a Pechino quattro anni fa. Ma già da ieri era abbastanza chiaro a tutti che, con in tasca il record europeo, il miglior tempo nei 100 m rana del 2012 e il quarto miglior tempo di sempre, Ruta non è una qualsiasi.
Un anno fa, a 14 anni, ha vinto la medaglia d’oro ai giochi europei giovanili (oltre che un argento nei 50 metri stile e un bronzo nei 100 metri stile), cominciando così a dare le prime grandi conferme che suo
padre ci aveva visto bene. Nel 2010, accortosi delle potenzialità della figlia, il padre di Ruta decide di mandarla ad allenarsi in Inghilterra, dove mezzi e strutture sono migliori che in patria; lei prima non vuole, poi segue la decisione paterna fino all’Internationally Plymouth Leander Swimming, uno dei migliori centri di nuoto agonistico della Gran Bretagna, dove è attualmente seguita da Jon Rudd.
Tanto tenace e determinata in vasca, quando dolce e timida fuori, Ruta, bionda e occhi azzurri, l’abbiamo vista solo in due versioni finora: quella “subacquea” in cui nel movimento ondulatorio della rana non si distingueva altro che la cuffia verde lituana e quella, post vittoria, incredula e commossa con gli occhi gonfi e le mani nei capelli.
Qui a destra un tributo alla giovane campionessa: una terza versione di Ruta, sorridente e scherzosa e piena di medaglie. Speriamo di vederla così molto a lungo.


