Rimšēvičs sottolinea il buon andamento di esportazioni e investimenti. L’ingresso nell’euro dovrebbe fruttare risparmi per 900 milioni di euro in dieci anni.

La Banca centrale lettone ha abbassato il tasso ufficiale di sconto dal 3,5% al 3%. Nel corso della conferenza stampa il presidente della Banca lettone Ilmārs Rimšēvičs ha commentato anche la situazione economica del paese.
Rimšēvičs ha sottolineato che la crescita dell’economia lettone nel 2012 è maggiore delle previsioni, come hanno dimostrato i dati macroeconomici dei primi mesi dell’anno, anche se non sono del tutto esclusi possibili rischi derivanti dalla difficile situazione internazionale. La Banca centrale lettone prevedeva inizialmente una crescita del Pil lettone nel 2012 intorno all’1,3%, previsione poi rivista al rialzo, al 3,5% – 4%.
Il motore della crescita dell’economia lettone è sempre fornito dalle esportazioni e il rapido recupero degli investimenti. Per Rimšēvičs un altro fattore di crescita deriva dal maggiore potere d’acquisto delle famiglie lettoni negli ultimi mesi, derivato sia da un leggero aumento dei salari medi che da un miglioramento dei dati dell’occupazione.
Per Rimšēvičs ora l’obiettivo centrale della Lettonia deve rimanere l’ingresso nell’euro già fissato per il 1° gennaio 2014. Per il presidente della Banca centrale lettone l’ingresso nell’euro significa per la Lettonia un risparmio di circa 900 milioni di euro (630 milioni di lats) in dieci anni nei pagamenti degli interessi.
L’introduzione dell’euro comporterà per Rimšēvičs significherà anche un aumento del prodotto interno lordo nel periodo 2014-2020, che si prevede di otto miliardi di euro (5,62 miliardi di lats). Benefici infatti dovrebbero arrivare, secondo i calcoli della Banca centrale lettone, con l’ingresso nell’euro sia dalla crescita degli investimenti internazionali nel paese sia dall’aumento dei posti di lavori.

