A partire dal 2014 l’innalzamento graduale dell’età, oggi fissata a 62 anni.

Il presidente lettone Andris Bērziņš ha promulgato la legge sull’aumento dell’età pensionabile in Lettonia, che entrerà in vigore a partire dal 2014, per arrivare nel 2025 ad un limite d’età pensionabile di 65 anni. Attualmente l’età pensionabile in Lettonia è di 62 anni.
Dal 2014 quindi l’età pensionabile in Lettonia inizierà gradualmente ad aumentare: le persone che sono nate dal 1 gennaio al 30 settembre 1952 andranno in pensione con 62 anni e tre mesi, quelli nati dal 1 ottobre 1952 al 31 dicembre 1952 andranno in pensione sei mesi dopo, mentre tutti quelli nati dal 1 aprile 1960 potranno andare in pensione avendo raggiunto l’età di 65 anni.
Con almeno 30 anni di lavoro si potrà ottenere il prepensionamento, ma con il 50% della pensione, mentre l’intera pensione sarà pagata a partire comunque dal 65° anno di età.
Ma chi chiede il prepensionamento potrà anche continuare a lavorare come dipendente autonomo: in quel caso non saranno pagati i fondi pensione.
La riforma pensionistica aveva sollevato proteste da parte dei sindacati lettoni, che hanno sempre contestato alla riforma il fatto di non tenere in considerazione che l’aspettativa di vita in Lettonia per gli uomini è di 67 anni (77 per le donne).
Ma la riforma è stata fortemente voluta dal governo Dombrovskis nell’ambito delle politiche di risanamento economico e di allineamento con la maggior parte del resto d’Europa. Prevista in un primo momento a partire dal 2016 è stato poi deciso dall’esecutivo di anticiparne i tempi e farla scattare già dal 2014.

