Il premier lettone dopo i tagli degli anni passati promette aumenti in tutti i settori ma il controllo della spesa resta una priorità assoluta del governo.

“La Lettonia non può più permettersi di tornare alle pratiche che erano in uso negli anni delle vacche grasse (gli anni precedenti alla gravi crisi finanziaria del 2008 ndt)”. Lo sostiene il premier lettone Valdis Dombrovskis commentando gli annunciati scioperi dei sindacati per le richiesta di aumento dei salari.
Il premier ha ricordato che durante questi anni di crisi in tutti i settori sono state ridotte significativamente le spese, in ambito pubblico del 25%, di un terzo nel settore dei ministeri.
“Attualmente siamo riusciti a ripristinare la stabilità finanziaria e la crescita, ma le richieste di aumento di salari da tutti i settori sono superiori alle reali possibilità del paese. Credo sia mia responsabilità prevenire il ritorno alle pratiche dei tempi delle vacche grasse” sostiene Dombrovskis.
Il premier lettone ha anche sottolineato che il deficit del bilancio pubblico è ancora attestato al 2,1%, e che l’obiettivo è quello di ridurlo ulteriormente fino al 1,4%.
“Sono d’accordo con insegnanti, medici, operatori culturali, lavoratori di altri settori, che i loro salari devono aumentare e il governo per quanto possibile sta gradualmente predisponendo questi aumenti nella previsione di bilancio del prossimo anno. Ma non possiamo permettere aumenti irragionevoli e troppo veloci, non legati ad un miglioramento dell’efficienza e della produttività”.
Alcune categorie di lavoratori, fra cui medici, i professionisti dell’Opera nazionale e del coro lettone, e lavoratori del settore dei trasporti hanno annunciato nei giorni scorsi forme di sciopero e agitazione sindacale per le richieste di aumento salariale non ancora soddisfatte.

