Il FMI alza dal 2% al 3,5% le previsioni di crescita della Lettonia nel 2012

Positivo il giudizio del capo missione Griffith sull’economia lettone, sia nel settore delle entrate da gettito fiscale che nelle esportazioni.


Al termine della loro visita a Riga i rappresentanti del FMI hanno dichiarato la loro soddisfazione per i progressi dell’economia lettone, alzando anche la loro previsione della crescita del Pil della Lettonia nel 2012, dal 2% al 3,5%.

Sempre secondo Mark Griffith, capo missione del FMI in Lettonia, l’inflazione nel paese baltico quest’anno si attesterà al 2,6%, se non ci saranno aumenti significativi nel costo dell’energia e dei prodotti alimentari.

Per il FMI le entrate derivanti da gettito fiscale in Lettonia nel primo trimestre dell’anno hanno ampiamente superato le previsioni, e dovrebbero essere in buona parte indirizzati al risparmio, senza però dimenticare investimenti necessari nel settore della sanità e della costruzione di strade.

Nello stesso tempo Griffith ha affermato che è necessario aumentare i salari della pubblica amministrazione, per evitare la perdita manodopera qualificata per il settore pubblico lettone.

Griffith ha anche ribadito che a suo avviso le misure sulla riduzione delle imposte dovrebbero partire dall’anno prossimo anziché dal 1° luglio di quest’anno, dando magari priorità al taglio delle imposte sul reddito.

Il capo missione del FMI ha anche affermato che la Lettonia deve continuare sulla strada della stabilità, per centrare gli obiettivi di Maastricht. L’ingresso nell’euro infatti porterà benefici effetti all’economia lettone e ridurrà molto i rischi derivanti dalla fluttuazione del cambio mentre aumenterà la stabilità dei mercati finanziari.

Per il ministro delle finanze Andris Vilks la Lettonia già nel marzo del 2013 potrebbe essere in grado di centrare tutti gli obiettivi di Maastricht. Secondo Vilks la Lettonia ha attualmente il tasso di crescita più veloce d’Europa, come pure nei dati delle esportazioni, e il governo è intenzionato a mantenere una rigoroso disciplina di bilancio e a resistere alle pressioni di aumento della spesa, programmando invece misure per tagli delle imposte.

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