Il capo dello stato lettone giudica positivamente la riduzione della pressione fiscale del governo, ma richiama la tradizione agricola del paese.
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Un forte richiamo ai valori dell’attaccamento dei lettoni alla propria terra e alla sua coltivazione, è quello che ha inviato ai propri cittadini il presidente lettone Andris Bērziņš.
Commentando positivamente le misure predisposte dal governo Dombrovskis sulla riduzione della pressione fiscale nel paese, a cominciare dalla riduzione dell’Iva dal 22% al 21%, Bērziņš ha anche detto, durante la trasmissione “Labrīt, Latvija!” che i lettoni non devono dimenticarsi le proprie radici contadine e ritornare a coltivare da soli prodotti naturali e genuini.
“Perché noi, in particolare quelli che abitano nelle zone rurali, non torniamo a curare i nostri orti, dove coltivare prodotti naturali?
Anche chi abita in città dovrebbe tornare alle campagne! E’ primavera, il momento migliore. Continuiamo ad andare nei negozi a comprare prodotti costosi. Perché non li coltiviamo da soli? Perché non coglierli con le proprie mani? Io personalmente lo faccio e invito anche gli altri a farlo. Guardando quali grandi movimenti ci sono nei negozi, dove si vendono prodotti legati al lavoro della terra, l’attività è molto grande. C’è molto spazio davanti a noi in questo settore”.
L’economia lettone, al di là dell’invito ad una maggiore austerità nei consumi e al fai da te del presidente Bērziņš, sta facendo registrare nell’ultimo anno la maggiore crescita economica in Europa. Il Pil lettone nel primo trimestre 2012 ha fatto registrare il +5,5% rispetto al primo trimestre 2011, e il +1,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2011.

