Il treno Mosca-Riga diventa il “Congo Race”. Una nuova porta d’accesso dell’immigrazione nella UE

La trasmissione De Facto rivela la crescita degli ingressi di immigrati clandestini dalla frontiera fra Russia e Lettonia.


L’hanno già rinominato “Congo Race”, il treno Mosca-Riga, da sempre uno dei canali di ingresso di merci illegali in Lettonia, ma oggi anche di immigrati clandestini dall’Africa, in particolare dal Congo.

La trasmissione De Facto in una inchiesta ha rivelato come ormai non passi giorni in cui non ci sia almeno un immigrato clandestino che cerca di oltrepassare le frontiere lettoni da est, Russia o Bielorussia.
Ma è soprattutto usando il treno Mosca-Riga che gli immigrati cercano di entrare in territorio lettone, il primo avamposto dell’Unione Europea da est.

L’anno scorso a Zilupe, nel varco di frontiera percorso dal Mosca-Riga sono stati 122 i clandestini fermati al momento di attraversare il confine fra Lettonia e Russia in possesso di documenti falsi.
Il fatto che molti di loro abbiano usato documenti falsi del tutto simili fra loro dimostra per la polizia lettone l’esistenza di un vero canale in Russia che organizza l’immigrazione clandestina nei paesi baltici.

Il fenomeno dell’immigrazione in Lettonia è ancora molto limitato, ma negli ultimi tempi ha fatto registrare una costante ascesa. Inoltre la Lettonia non è più considerata da tutti gli immigrati che la raggiungono come un punto di transito verso paesi più interni all’Unione Europea, ma viene adesso considerata anche come luogo dove restare.

Solo a Zilupe l’anno scorso sono stati 43 gli immigrati, in gran parte di origine africana, che hanno chiesto asilo in Lettonia.
Ma in totale l’anno scorso sono stati 335 i cittadini extracomunitari che hanno chieso asilo politico in Lettonia, la maggior parte della Georgia, dalla Repubblica Democratica del Congo, Iran, Camerun, Siria e Libano.
Anche nei primi tre mesi di quest’anno sono già state 64 persone a richiedere asilo in Lettonia, di cui la maggior parte da Congo e Georgia, ma anche da Costa d’Avorio, Algeria, Siria e Pakistan.

Moltissimi sono quelli che scappano da zone di guerra o da situazioni di pericolo nei loro paesi di origine, ma Maira Roze, vice presidente dell’ente per la cittadinanza e l’immigrazione, sostiene che ci siano anche casi di “immigrati professionali”, persone cioè che in passato hanno già richiesto asilo politico in altri paesi europei, e che dopo aver ottenuto un sostegno finanziario per tornare in patria, provano a rientrare nella UE magari attraverso un altro paese frontaliero.

Un lats e mezzo (meno di tre euro) è quanto lo stato lettone destina al giorno come sostegno agli immigrati in attesa della decisione sull’asilo politico e che vivono nei centri di accoglienza in Lettonia.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 369 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: