Per confederazioni di imprese e sindacati il modello da raggiungere è quello scandinavo, con un aumento dei lavori part time rispetto ai full time.

Le ore lavorative al giorno in Europa scendono, secono gli ultimi dati forniti dall’Unione Europea, che vedono l’Olanda con la media di ore lavorative più bassa, 33 ore alla settimana e la Turchia con quella più alta, 50 ore.
In Lettonia secondo i dati della UE la media delle ore lavorative è di 42 ore alla settimana.
Secondo Pēteris Leiškalns, esperto in materia di lavoro, l’obbiettivo della Lettonia dovrebbe essere quello di avvicinarsi al modello tedesco e scandinavo, con maggiore flessibilità negli orari di lavoro anche attraverso l’espansione del part time, per consentire soprattutto alle donne una maggiore possibilità di articolare i propri compiti lavorativi con le esigenze familiari.
Anche per il vice segretario del sindacato dei lavoratori lettoni, Egīls Baldzēns, la cosa più importante è che il lavoratore possa ricevere un salario adeguato alle ore e al lavoro che svolge, aprendo alla possibilità di una maggiore flessibilità in termini di orario e di part time.
Per l’economia di un paese è più importante avere un vasto numero di persone in attività lavorativa, anche con meno ore di media alla settimana, piuttosto che avere quasi tutti occupati a tempo pieno ma con un’alta percentuale di disoccupati. Spesso, sostiene l’economista Raita Karnīte, i lavoratori part time riescono a ricevere sostegni dal welfare in termini di istruzione e strumenti per migliorare la propria professionalità.

