Lo afferma Arnis Kaktiņš, il direttore dell’agenzia di sondaggi SKDS, che dice anche che prima o poi bisogna invertire questa tendenza.

Il panico diffusosi in Lettonia al comparire delle prime false voci sui social networks lettoni della crisi di Swedbank mostra, al di là della questione specifica dell’aggiotaggio ai danni della banca svedese, una crisi di fiducia dei cittadini lettoni nel sistema e nelle istituzioni.
Secondo il direttore dell’agenzia di sondaggi SKDS Arnis Kaktiņš, intervenuto alla trasmissione 100.pants la vicenda di Swedbank indica che la fiducia delle persone nelle istituzioni e in chi le dirige ha raggiunto un livello molto basso e molto critico.
Il paese specie dopo la crisi del 2008 e il fallimento di Parex Banka, ripetuto poi dalla liquidazione recente di Krājbanka, ha cominciato a vivere con grande sfiducia il rapporto con le istituzioni e i vertici sia degli enti pubblici che di quelli privati, sostiene Kaktiņš, tanto che secondo il direttore di SKDS alcuni aspetti di questa repubblica sono crollati. Ne è prova il fatto che nonostante le non ci fosse nessun reale motivo di preoccupazione per la stabilità di Swedbank, fra domenica e lunedi la gente è rimasta in coda ai bancomat per lunghe ore.
“Presto o tardi dobbiamo fare in modo che i cittadini lettoni tornino a guardare con fiducia alle proprie istituzioni e al proprio paese. E’ un compito molto difficile per la classe dirigente, ma è necessario che si lavori per questo”.

