I quotidiani russofoni parlano di discriminazione etnica e chiedono al presidente lettone di fermare l’accordo di governo di centrodestra lettone.
Una campagna stampa è uscita in contempanea su tutti i quotidiani in lingua russa pubblicati in Lettonia, sulle radio e le televisioni in lingua russa, per spingere il presidente lettone Andris Bērziņš ad agire sul processo di formazione della nuova coalizione di governo e non consentire l’esclusione dal prossimo governo del partito filorusso Saskaņas Centrs.
E’ questo uno degli strumenti messo in campo dalla minoranza russofona per protestare contro l’accordo di alleanza di governo fra i partiti lettoni di centro e centrodestra ZRP, Vienotiba e Nacionālā apvienība, che di fatto mette all’opposizione il partito filorusso SC, risultato il primo partito in Lettonia alle recenti elezioni, con il 28%.
I media russofoni in Lettonia contestano il fatto che SC, pur avendo dimostrato molta flessibilità nelle trattative per la formazione del nuovo governo, rinunciando a diversi punti del proprio programma elettorale per poter far nascere una grande coalizione con Vienotiba e ZRP, sono rimasti alla fine esclusi dall’accordo di governo.
Per i giornali russi questa emarginazione non è solo dall’esecutivo, ma persino dalla possibilità di fare politica nel paese per i partiti russofoni.
Per questo chiedono al presidente lettone Bērziņš di porre rimedio a quella che considerano una discriminazione etnica.
Anche Saskaņas Centrs si è attivata direttamente nella campagna contro la sua esclusione dalla coalizione di governo, chiedendo ai propri elettori di inviare una lettera di protesta al presidente lettone Bērziņš.
Il leader di Sc Nils Ušakovs cerca comunque di smorzare la tensione: “Noi come partito siamo assolutamente contrari ad ogni passo che porti ad una contrapposizione etnica fra le due comunità lettone e russa. Noi seguiamo sempre la via parlamentare, e semmai invitiamo le persone a inviare lettere al capo dello stato. Noi non invitiamo la gente ad andare per strada, siamo assolutamente contrari a tali misure, anche se molti avrebbero piacere nel vedere tali manifestazioni. “
Le posizioni di Ušakovs evidenziano comunque una difformità di linea con l’altro leader di SC Jānis Urbanovičs, che nei giorni scorsi aveva parlato di “piano B” e di forme di agitazione popolare nel caso di esclusione di SC dalla coalizione di governo.

