
Secondo le stime di Prudentia, l’agenzia di revisione dei conti incaricata dal governo lettone di studiare la situazione finanziaria di airBaltic, la compagnia aerea dal 2008 ad oggi ha perso circa 95 milioni di lats (quasi 150 milioni di euro) secondo quanto scrive il portale Diena.lv.
Eppure secondo quanto afferma Arne Luhse, presidente dell’aeroporto di Riga, i voli della compagnia aerea lettone sono sempre pieni, anche se i flussi finanziari della società potrebbero far pensare il contrario.
Intanto il governo lettone sta prendendo in seria considerazione la possibilità di uscire da airBaltic, di cui detiene la maggioranza ma la cui gestione operativa, a causa di un accordo sociale capestro, è nelle mani del socio di minoranza Bas, del presidente di airBaltic Flick.
Sarebbe necessario un forte aumento di capitale per ripianare i forti debiti dell’azienda e rilanciare l’attività, come da tempo chiede Bas, ma lo stato lettone non ha intenzione di investire denaro pubblico in una società gestita in modo poco trasparente e di cui non ha nessun controllo.
Solo un cambio nella direzione e nella gestione dell’azienda potrebbe far cambiare idea al governo lettone. Augulis si è detto certo che fra un anno Bertolt Flick non sarà più presidente di airBaltic, ma per mettere Flick con le spalle al muro l’azionista di maggioranza sta rischiando di far fallire la compagnia di bandiera.

