Il suo partito viene dato largamente sotto la soglia di sbarramento. L’ex vice sindaco di Riga rischia il seggio e il via libera alle indagini sui suoi affari.

Saranno elezioni decisive per il destino politico di Ainars Šlesers e del suo partito LPP/LC, quelle che si svolgeranno il prossimo 17 settembre.
Šlesers è l’oligarca, indagato dall’ufficio per la lotta alla corruzione per riciclaggio e abuso d’ufficio, che è diventato la pietra dello scandalo, dopo il voto parlamentare che negava l’autorizzazione alle indagini nei suoi riguardi, e che ha causato la richiesta di scioglimento della Saeima stessa da parte dell’allora capo dello stato Valdis Zatlers.
La carriera politica di Šlesers era addirittura iniziata, con il suo Latvijas Pirma partija, innalzando il vessilo della lotta alla corruzione e per la trasparenza. Ma Šlesers è uno degli uomini di affari e imprenditori più potenti e chiacchierati della Lettonia. Affari in molti campi, che hanno attirato l’attenzione negli ultimi anni degli organi inquirenti soprattutto in relazione ai sistemi di trasporto e comunicazione: molti intrecci affaristici legano il nome di Šlesers al porto di Riga (fin dai tempi in cui Šlesers era vicesindaco della capitale lettone), e ai rapporti con airBaltic, ancora precedenti, quando l’oligarca era ministro dei trasporti.
Šlesers, insieme all’altro grande oligarca lettone, Aivars Lembergs, si trova dunque oggi al centro di una lotta politica che vede gran parte del paese schierato contro gli oligarchi e contro un sistema di potere e di affari che sempre più è avvertito come opprimente per l’economica e la democrazia lettone.
A differenza di Lembergs, che può vantare comunque un forte bacino di consenso elettorale e personale a Ventspils, dove è sindaco da molti anni, Šlesers non ha un fortino elettorale dello stesso tipo, nonostante i buoni risultati personali e del suo partito nelle ultime elezioni amministrative di Riga. Ma oggi LPP/LC nei sondaggi è crollato all’1,3%, mentre il partito alleato di Tautas Partija, con cui aveva formato l’alleanza elettorale Par Labu Latviju alle ultime elezioni legislative lo scorso anno, addirittura ha deciso di sciogliersi.
Appare dunque difficilissimo per Ainars Šlesers riuscire a superare lo sbarramento del 5% per entrare nella prossima Saeima, nonostante l’escamotage più che altro provocatorio di rinominare il partito Šlesera Reformu Partija LPP/LC, in assonanza con il partito dell’acerrimo rivale Valdis Zatlers (Zatlera Reformu Partija). Sembrano però lontani i tempi della campagna elettorale dello scorso ottobre, i grandi finanziamenti per il battage organizzato dal guru pubblicitario Ēriks Stendzenieks, i molti nomi celebri che prestarono il loro volto ai manifesti e alla campagna di Par Labu Latviju, e che alla fine fruttò comunque un risultato misero rispetto agli sforzi (8 seggi alla Saeima e un ruolo di opposizione).
Solo dodici mesi fa Šlesers era vicesindaco di Riga e guidava un’alleanza elettorale che sembrava lanciata verso una grande affermazione. Oggi, lasciata la carica di vicesindaco della capitale, rischia di restare fuori anche dal parlamento, con la KNAB (l’ufficio anti corruzione) che bussa alle porte di casa per indagare sui suoi presunti affari illeciti nel porto di Riga e con airBaltic.

