Intervista di Ir all’economista, amico di Ušakovs, ma che sarà la mente del programma economico del nuovo partito di Zatlers.

Vjačeslavs Dombrovskis, economista e professore alla scuola superiore di Economia di Riga, metterà a punto il programma economico del nuovo partito di Zatlers, Reformu Partija, anche se non si candiderà alle elezioni.
Oggi esce su Ir una sua lunga intervista, di cui qui pubblichiamo alcuni stralci.
Non è un segreto che tu sia uno dei migliori amici di Nils Ušakovs (il sindaco di Riga, del partito filorusso SC). Cosa dice il tuo amico di questa tua scelta politica.?
In verità niente. Negli ultimi due anni abbiamo parlato raramente di cose professionali. Non ne parliamo. Andiamo al cinema con le nostre famiglie, parliamo di altre cose.
Tu sei un tipico caso di cui si direbbe per intuizione, che il tuo posto è dentro SC. Russo, con amici, proveniente da quell’ambiente.
Questa non è la prima volta che aiuto qualche partito – due anni fa ho aiutato con il programma economico un partito nascente, Jaunlatvija, sono uno degli esperti della società Meierovics, che ufficiosamente è associato al Lietussargu grupa (Il gruppo dell’ombrello, movimento anti corruzione nato nel 2007 ndr). Perché non SC? C’è stato un periodo in cui nutrivo un forte entusiasmo per loro – ai tempi in cui Nils entrò in politica. A quel tempo c’era l’idea che PCTVL (il partito filorusso con posizioni più estremiste ndr) avesse preso posizioni senza compromesi sulla questione linguistica e su altri temi, e questa fu il motivo per il quale si formò SC. In seguito ho capito che SC è soprattutto una forza socialdemocratica, almeno nelle loro ambizioni, mentre io sono uno con valori liberali, un uomo di destra – anche se non nel senso che si dà a questa definizione nel nostro paese. Io credo di più in una economia relativamente libera, alle libertà individuali, che è qualcosa di diverso da quello che sostiene SC. Inoltre negli ultimi due tre anni SC ha fatto delle cose che, pur comprendendo, non mi trovano d’accordo.
Quali?
Uno dei principali valori e fattori che favoriscono o danneggiano la crescita economica, è il “rule of law”, ovvero un diritto che valga per tutti. E uno dei meccanismi, che lo mantengono in vita, è il sistema di pesi e contrappesi, l’equilibrio dei poteri di uno stato, quello che si conosce come checks and balances. In Lettonia noi abbiamo copiato il sistema istituzionale dei checks and balances, ma non capiamo ancora a chi serve. Abbiamo acquistato tecnologia, ma non sappiamo come funziona. Una gran parte del sistema dei poteri della società, il difensore civico, e altre costruzioni astratte. Certo, le persone e i gruppi che hanno un reale potere, fanno di tutto per bloccare queste istituzioni. Qui parliamo del ruolo di presidente, della riluttanza nel concedere l’elezione popolare del presidente, dell’indipendenza del potere giuridico, del difensore civico, della procura generale. SC negli ultimi tempi ha fatto in modo di neutralizzare queste istituzioni. A quanto pare credono che i loro elettori non diano importanza a questo, e forse anche non capiscano le conseguenze di tali comportamenti, e quindi il fine giustifica i mezzi. Questo è il mio parere.
Questa non è la prima volta che ti viene chiesto di impegnarti in politica. Cosa ti ha spinto questa volta a cambiare posizione, da osservatore a attore diretto?
In primo luogo – Valdis Zatlers con la sua decisione di chiedere lo scioglimento del parlamento ha aperto una finestra, qualcosa che non accade spesso – quando si può fare qualcosa. Se pensiamo a cosa significano le prossime elezioni, questa è forse la prima elezione in 15-20 anni in cui il denaro non gioca il ruolo più importante. Questa è un’occasione unica per formare una nuova Saeima, che non sia libera ancora dagli oligarchi, ma dove sia minore la loro influenza.
In secondo luogo la parola d’ordine per le riforme – io sottoscrivo pienamente il fatto che le riforme sono necessarie. Il paese ha necessità di una nuova immagine.
Nuova immagine? Di che tipo?
Possiamo pensare ad uno scenario – abbiamo un problema demografico, e i pensionati continuano ad aumentare. I pensionati sono le persone che votano più spesso, e che hanno un vantaggio numerico. E il reddito dei pensionati è tratto da quelli che lavorano – così funziona il sistema pensionistico. Gli economisti politici offrono alle parti politiche la motivazione, di cercare di vender ai pensionati l’idea che loro possono mantenere il loro benessere a lungo termine, ad esempio, aumentando le pensioni, se questi politici potranno conquistare il potere. Noi abbiamo visto che siamo in un periodo di consolidamento di bilancio.
E ora vedremo questo nuovamente. Ma questo è il tema classico delle campagne elettorali in Lettonia, aumentare le pensioni per essere votati.
Questo conduce ad una spirare, in cui il denaro si prende solo a carico dei figli e dei nipoti, aumentando il debito pubblico, che è già più alto di quanto sia mai stato, e anche diminuendo altri settori, che possono offrire un futuro benessere all’economia.
Quale può essere la soluzione? Io credo che la soluzione sia solo una, che è insieme un rischio e un’opportunità. Hanno lasciato la Lettonia decine di migliaia di persone. Potrebbero tornare indietro, ma saranno persone del tutto diverse, con esperienze di vita e di impegni diversi. Questa è una grande possibilità. La domanda è se loro torneranno, e perché. Questa potrebbe essere una cosa non tanto scientifica, quanto intuitiva, quello che sto dicendo, loro potranno tornare se noi mostreremo loro un paese con un’immagine completamente diversa. Se svilupperemo un piano serio di riforme, che non può essere sviluppato in altri paesi. Mostrargli che qui le cosa accadono, e che questa è la terra delle opportunità.
Ci sono due riforme da affrontare rapidamente – le pensioni e l’istruzione, e mi sembra che nessuna delle due finisca con un segno positivo.
Questa è un’altra cosa. Ogni vera riforma ha sempre degli oppositori, degli avversari. Un buon esempio è l’istruzione universitaria. Di recente la commissione di analisi strategiche presieduta da Roberts Ķīlis ha pubblicato una bozza di riforma del sistema dell’istruzione universitaria. Io sono stato uno degli autori. Se leggiamo cosa i media ne hanno scritto dopo…
Istruzione a pagamento.
Si, ma non lo è. Il 90% delle cose scritte erano mezze verità o bugie. Niente di ciò che abbiamo offerto, era più o meno costoso di quanto è l’attuale sistema. Il motivo principale per cui così tanti erano sconvolti, è il fatto che adesso il ministero dell’istruzione assegna i budget a tutte le università. Parliamo di dieci milioni di lats. E’ una grande somma e può servire a far sopravvivere molti programmi di studio, e dare un ottimo stipendio a molte persone. Noi abbiamo proposto che per l’utilizzo dei soldi decidano solo e unicamente gli studenti, per i quali l’università e una questione vitale, e che hanno il diritto di assistere ai programmi di studio. E’ chiaro che alcune università e i loro organi di governo forse sospettano – se questo sistema va in porto, a loro non resta molta possibilità di vendere agli studenti, quello che viene venduto con l’aiuto del ministero. Proteste di gruppi ristretti che prendevano la gran parte della torta, ci saranno sempre. Il coraggio di fare cose per il futuro può essere impopolare.
Se guardiamo ai maggiori partiti, è difficile trovare queste persone coraggiose, ma alcune ci sono.
Chi ad esempio?
Andris Vilks per esempio (l’attuale ministro delle finanze ndr). Valdis Dombrovskis, per certi versi. Ce ne sono alcuni.
Tu conosci altri che faranno parte di ZRP?
Ne conosco alcuni, che non sono ancora pubblici per motivi di lavoro, ma contribuiranno alla scrittura del programma economico. Altri non ne conosco. Penso che sia facile unirsi ad un gruppo che garantisce la vittoria. Adesso non c’è nessuna garanzia, ma questa non è una ragione per non fare niente. Io ho fatto la mia scelta.
Quali sono i fattori che ti spingono a fare questa scelta?
Dipende da due fattori – quanto grande è il livello di influenza che posso esercitare sul programma economico e chi saranno gli uomini. Se non ci saranno persone, che per me sono del tutto inaccettabili, e non ne conosco nessuno che lo sia. Se la mia influenza potrà essere ad un alto livello, allora la mia scelta è per il sì.
Tu sei fra quelli che sostengono che il maggiore problema in Lettonia non sono i tre oligarchi, ma l’esclusione dal potere di SC.
Uno degli ostacoli principali per lo stato di diritto è il mancato rispetto del problema etnico in Lettonia. SC non è al potere e permette di tutto ai cosiddetti oligarchi.
A mio parere questa è un’altra cosa per il partito di Zatlers, che è una persona che capisce questo. E’ anche uno dei maggiori problemi di Vienotiba, che da una parte è per lo stato di diritto, ma per un altro verso questo stato di diritto non è così importante, se non permette ai russofoni di andare al potere. Posso capire che la gente abbia sentimenti diversi nei confronti dei russi, ma in un certo momento bisogna prendere la decisione e comunicarla ai propri elettori. Finora lo stato di diritto è rimasto in seconda posizione.

