Un’avvocato di TP chiede al tribunale di dichiarare incostituzionale la proposta di scioglimento della Saeima

Secondo Burģis violato l’art. 50 della Costituzione. Ma per giuristi ed esperti di diritto costituzionale il provvedimento di Zatlers è legittimo


Voldemārs Burģis, un avvocato ed esponente locale di Tautas Partija, ha sottoposto al Tribunale amministrativo di Riga una richiesta per dichiarare illegittima e incostituzionale la proposta di scioglimento della Saeima firmata lo scorso 28 maggio dal presidente Zatlers. Entro sette giorni il tribunale dovrà esprimersi nel merito della richiesta.

Burģis, che è dello stesso partito di uno degli oligarchi lettoni, Andris Šķēle e alleato in parlamento con l’altro oligarca Ainars Šlesers, sostiene l’illegittimità del provvedimento firmato da Zatlers, perché l’articolo 50 della Costituzione lettone prevede che in caso di voto negativo nel referendum il presidente che ha chiesto lo scioglimento della Saeima decade automaticamente dalla sua carica.
Zatlers, che era a fine mandato e non è stato rieletto, non potrebbe più decadere dalla presidenza, e su questo si appoggia la richiesta di Burģis di annullare il referendum che potrebbe sciogliere la Saeima.

Secondo vari giuristi però la richiesta di Burģis non ha logica giuridica, in quanto l’art. 50 della Costituzione serve appunto a impedire che la stessa Saeima e lo stesso Presidente che ne ha chiesto lo scioglimento possano continuare la coabitazione anche dopo il referendum per evitare pericolosi conflitti istituzionali. Ipotesi decaduta per il fatto che Zatlers lascerà comunque il Castello di Riga il prossimo 7 luglio.

Il direttore della CVK (la commissione elettorale) Arnis Cimdars ha fatto sapere che il lavoro di preparazione del referendum continua.
Dalla cancelleria della presidenza della repubblica intanto ribadiscono che il provvedimento di Zatlers, la Rīkojuma Nr. 2 tiesiskums, è stata ampiamente analizzata dagli esperti di diritto costituzionale che hanno tutti riconosciuto pubblicamente come conforme alla Costituzione e ai poteri conferiti al presidente.

Già alcune settimane fa un’altro avvocato, Viktors Tihonovs, conosciuto in passato come curatore degli interessi sia di Šlesers che di Lembergs, aveva espresso dubbi sulla costituzionalità del provvedimento firmato da Zatlers, sostenendo però che nessun partito avrebbe impugnato la questione di fronte ad un tribunale per paura di essere tacciato di difendere gli interessi degli oligarchi.

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