Gli avvocati di Šlesers: “Incostituzionale la richiesta di scioglimento della Saeima da parte di Zatlers”

L’art. 14 della Costituzione prevede che un presidente in scadenza di mandato non possa avvalersi della facoltà di richiedere la chiusura del parlamento


Sarebbe incostituzionale la richiesta di scioglimento del parlamento firmata lo scorso 28 maggio da Valdis Zatlers, secondo Viktors Tihonovs, l’avvocato di Ainars Šlesers, l’oligarca oggetto dello scandalo per il voto parlamentare che non autorizzava indagini su di lui in un’inchiesta di corruzione e riciclaggio di denaro.

Secondo l’avvocato di Šlesers è nell’articolo 14 della costituzione l’impedimento che non consentiva a Zatlers di richiedere lo scioglimento della Saeima. L’art. 14 parla delle possibilità di scioglimento della Saeima da parte dell’elettorato, attraverso un referendum richiesto da almeno un decimo del corpo elettorale. Ma prevede anche che non si possa richiedere lo scioglimento nel primo anno dei lavori parlamentari, e nell’ultimo anno di vita della Saeima, nonché negli ultimi sei mesi di mandato del presidente della repubblica. Zatlers quando ha chiesto lo scioglimento della Saeima era ad un mese dalla sua scadenza di mandato, e il parlamento non aveva ancora compiuto un anno di vita.

L’art. 48 che prevede i poteri di scioglimento del parlamento da parte del presidente invece non parla di scadenze, ma dice semplicemente che il presidente ha diritto di chiedere lo scioglimento del parlamento che deve essere confermato da un referendum entro due mesi. L’art. 50 della costituzione lettone prevede poi che se il referendum vota contro lo scioglimento del parlamento, il presidente della repubblica che lo ha richiesto viene rimosso dal suo incarico. Nel caso di Zatlers questa opzione non può accadere perché Zatlers non è stato eletto per il suo secondo mandato, e terminerà il suo incarico il prossimo 7 luglio.

Secondo l’avvocato Tihonovs la costituzione non permette al presidente della repubblica di sciogliere il parlamento negli ultimi sei mesi di mandato proprio perché questa non diventi un’arma da usare contro i deputati per spingerli alla rielezione del presidente. Ma Tihonovs sostiene che finora nessun partito politico ha sollevato il caso alla corte costituzionale per paura che questo venga percepito dagli elettori come un tentativo di salvare i posti dei deputati attualmente eletti alla 10° Saeima.

In ogni caso il pronunciamento della Corte costituzionale lettone avverrebbe probabilmente più tardi rispetto alla scadenza fissata per il referendum che dovrà decidere sullo scioglimento del parlamento, il 23 luglio.

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