Archivio per aprile 1st, 2011

1 aprile 2011

Il luna park nel parco Esplanade, nel centro di Riga, non piace al ministro Ēlerte

Il luna park allestito nell'Esplanade. Si intravede il volto, perplesso, del poeta Rainis (foto Apollo.lv)

Al centro del parco dell’Esplanade, nel cuore della Riga liberty, c’è la statua che celebra il più grande poeta lettone, Rainis, che domina la grande piazza del parco.
Adesso però è difficile scorgerlo, nascosto com’è dalle grandi strutture molto appariscenti e colorate del parco divertimenti allestito proprio di fronte al monumento di Rainis.

Una scelta, quella del comune di Riga, che non è andata giù a molti, in primo luogo al ministro della Cultura Sarmīte Ēlerte.
Secondo la Ēlerte la scelta di posizionare il parco divertimenti, che resterà fino al 24 aprile, nel parco Esplanade e proprio di fronte al massimo poeta lettone, manca di rispetto nei confronti della figura di Rainis e soprattutto non si addice all’immagine di Riga come di una delle città patrimonio storico e culturale del mondo, come definita dall’Unesco.
Inoltre sarebbero state rilevate, dalle ispezioni fatte intorno alle strutture allestite, rischi per il danneggiamento dei giardini del parco e della pavimentazione in granito che ospita il monumento di Rainis.

1 aprile 2011

Morto Vasily Kononov: criminale di guerra per Lettonia e Corte Europea, eroe per i russi.


L’agenzia russa RIA Novosti ha dato notizia della morte avvenuta oggi, all’età di 89 anni, di Vasily Kononov, ex partigiano combattente a fianco dell’Armata Rossa, che è stato condannato in Lettonia per crimini di guerra per l’uccisione di civili avvenuta nel 1944 in un villaggio lettone, Mazie Bati, come rappresaglia per l’assassinio di alcuni partigiani russi compiuto nello stesso villaggio alcuni mesi prima.

Il caso di Kononov ha avuto un grande risalto, nell’opinione pubblica, nei tribunali e nelle relazioni fra Lettonia e Russia, in quanto considerato dai lettoni criminale di guerra, e dai russi un valoroso soldato.
Kononov ha subito processi dai tribunali lettoni ed è stato condannato alla reclusione. Sentenze contestate dalla Russia, che hanno portato alla pronuncia definitiva della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha dato ragione al tribunale lettone.

Il presidente russo Medvedev ha espresso le sue condoglianze per la morte di Kononov, che ha definito un partigiano combattente contro l’invasore nazista, e ha assicurato che l’ambasciata russa in Lettonia si prenderà carico di tutte le spese per i funerali di un uomo che in Lettonia è stato condannato come criminale di guerra.

La storia di Vasily Kononov e del suo processo.

E’ il 29 febbraio del 1944. Nel villaggio di Mazie Bati, in Lettonia, i contadini danno rifugio a dodici partigiani russi. Li nascondono dentro un granaio. Il villaggio è sulla linea del fronte, e la guerra infuria in tutta la regione.
C’è una delazione. Probabilmente provenie da qualcuno che risiede nel villaggio. I tedeschi entrano nel villaggio e danno fuoco al granaio. I dodici sovietici muoiono fra le fiamme, nel gruppo dei partigiani c’è anche un bambino di sette mesi, e sua madre, moglie del capo di quei partigiani.

E’ il 27 maggio del 1944. Un pomeriggio soleggiato e stancamente silenzioso, nel villaggio di Mazie Bati. Una pattuglia del primo battaglione partigiano lettone, al comando di Vasilij Kononov, entra nel villaggio. Sono stati paracadutati pochi giorni prima oltre le linee nemiche, in territorio occupato dai tedeschi. Hanno rubato le divise delle SS e con questo travestimento entrano indisturbati nel villaggio.
Sanno cosa cercare. Prendono nove persone, fra cui una donna incinta, scaricano addosso ad ognuna di loro una raffica di mitragliate. Erano accusati di aver tradito i partigiani russi caduti in febbraio.

Nel 1998 Vasilij Kononov, che nel frattempo era diventato un funzionario di polizia sovietico in attività a Riga, viene arrestato e successivamente condannato per crimini di guerra, con sentenza finale della Corte Suprema lettone nel 2004.
La Russia si è sempre opposta fortemente a questa sentenza, concedendo la cittadinanza russa a Kononov (in precedenza era un cittadino lèttone), e difendelo in ogni aula di tribunale. Fino a portare la questione di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
La Corte ha emesso nel maggio del 2010 la sua sentenza definitiva. E’ stata riconosciuta la lettiggimità del tribunale lèttone di condannarlo per crimini di guerra.
Vari giuristi sostengono che questa sentenza segna una importante innovazione nella giursisprudenza sui crimini di guerra. Anche i vincitori di una guerra possono essere sottoposti a tale giurisdizione nel caso abbiano commesso dei crimini. Anche qualora combattessero contro il nazismo.

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1 aprile 2011

Nemcov: la politica autoritaria di Putin ostacolo ai buoni rapporti fra Russia e paesi baltici

Boris Nemcov, uno dei leader dell'opposizione liberale russa

Boris Nemcov, politico russo esponente dell’opposizione e molto critico verso il governo Putin, visiterà la Lettonia a fine mese e in un’intervista a Kapital parla della situazione politica del paese baltico e dei rapporti fra Russia e Lettonia secondo il punto di vista dell’opposizione al governo Putin.

Sulla differenze fra Russia e Lettonia, Nemcov afferma che il paese baltico vive una difficile situazione economica, alle prese con un pesante deficit di bilancio e con problemi nel sistema bancario. Tuttavia, dice Nemcov, la Lettonia è un paese con istituzioni che si basano sull’applicazione della legge, mentre in Russia vige l’arbitrarietà e pullula di lupi mannari.
Ovviamente – prosegue Nemcov nell’intervista a Kapital – il fatto che la Lettonia sia un paese piccolo e in una congiuntura economica complicata, fa sì che il sentimento di preoccupazione e il complesso nei confronti del vicino russo e il ritorno ad una egemonia della Russia sul baltico, sia tuttora un elemento importante nella sensibilità politica della Lettonia. Ma la responsabilità di questo “complesso russo” è tutta di Putin e delle differente natura politica dei due stati.

“La Lettonia ha scelto il modello europeo. E lo ha fatto con il consenso nazionale. La Russia ha scelto un modello autoritario. Per questo la Lettonia molto lentemante, ma un po’ per volta, alla fine raggiunge un risultato positivo. Ma per quanto riguarda noi, ho molta paura che, se non riusciamo a tirar fuori le nostre migliori risorse, la politica di Putin porterà il paese alla rovina.”

Nemcov manifesta perplessità anche sul modo in cui gli esponenti politici lettoni russofili pongono la questione della lingua russa in Lettonia, illudendosi sulla relazione con Putin.

“Mi sembra che confondano Putin con la Russia. Io amo la Russia e voglio il meglio. E credo che criticare Putin sia una cosa patriottica, perché i suoi uomini stanno portando la Russia al crollo. Chi lo appoggia, sostiene il regime. Coloro che invece criticano questo regime, portano avanti una lotta patriottica.”

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