Archivio per marzo 7th, 2011

7 marzo 2011

Gioco d’azzardo: SC propone una legge per alzare il limite di età a 21 per accedere ai casinò e alle sale da gioco


Una proposta di legge per proibire l’accesso alle sale da gioco d’azzardo, lotterie e ai casinò per i minori di 21 anni (al momento è consentita ai maggiori di 18 anni). E’ questa l’iniziativa che ha presentato in parlamento il partito Saskaņas Centrs che, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 luglio.

La proposta di legge scaturisce dalle notizie di cronaca criminale che spesso vedono coinvole le sale da gioco, ma soprattutto dalla crescente popolarità del gioco d’azzardo nelle fasce di età più giovani.
Spiega il senso della proposta di legge il deputato di SC Klementjevs:

I nostri ragazzi spesso non hanno percezione dell’esatto valore del denaro, per questo sviluppano presto una dipendenza dal gioco d’azzardo. I giovani di 18, 20 anni non sono spesso maturi emotivamente, da assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Nel nostro paese la maggior parte dei ragazzi smette di studiare a 19, 20 anni, si ritrovano senza lavoro e senza reddito. E’ assurdo che dopo mezzora in sala da gioco si ritrovino senza i soldi che gli hanno dato i genitori, mentre lo Stato gli consente di giocare d’azzardo. Noi crediamo che il limite d’età per giocare nelle sale dei casino e alle slot machine debba essere alzato, per ridurre il rischio che le giovani generazioni sviluppino dipendenza dal gioco d’azzardo.”

7 marzo 2011

Qual’è la salute del sistema pensionistico lettone?

Pessima secondo molti economisti e politici. Tanto che sembra non più rinviabile una riforma strutturale, che tocchi sia i salari che l’età.

Ormai la questione della sostenibilità del sistema pensionistico lettone è una questione all’ordine del giorno dell’agenda del governo e del dibattito politico. Nelle misure di consolidamento per 50 milioni di lats recentemente approvate dal governo di Dombrovskis le pensioni non sono state toccate, anche per la forte opposizione ad ogni intervento sulla spesa sociale dell’altro partito di governo, i verdi di ZZS. Ma è chiaro a tutti che il sistema pensionistico lettone è ormai insostenibile.
Così ad esempio la pensa l’europarlamentare di Vienotiba (il partito del premier Dombrovskis) Krišjānis Kariņš:

“Ogni persona normale vede che ormai il sistema pensionistico è alla bancarotta. A cosa serve pagare oggi le tasse, se in futuro non ci sarà una pensione. Su questo tema bisogna aprire una discussione.”

Anche il premier Dombrovskis nella trasmisssione De Facto in onda ieri sera sul primo canale pubblico ha dichiarato che è necessario interventire sulla spesa pensionistica, non solo con le misure, previste nei prossimi anni, di innalzamento dell’età per andare in pensione, ma probabilmente anche sui salari pensionistici. Dombrovskis si augura che non sia necessario ridurre le pensioni, ma tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione economica del paese e dalle entrate fiscali. E’ prevedibile però che su questo tema la tensione fra Vienotiba e ZZS sarà alta.

Su 2 milioni e 200 mila abitanti in Lettonia, circa un quarto, 570 mila percepiscono una pensione di vecchiaia o di invalidità. La situazione demografica attuale nel paese fa prevedere che nei prossimi anni aumenterà la quota di popolazione anziana mentre è sempre più in diminuzione la natalità. Per molti enonomisti sarebbe necessario che il governo lettone aprisse maggiormente le porte all’immigrazione, per favorire l’aumento della popolazione nella fascia d’età da forza lavoro.

 

7 marzo 2011

Il centro destra vince le elezioni in Estonia. Il premier Ansip ottiene la conferma dalla urne


La coalizione di centro destra guidata dall’attuale premier Andrus Ansip ha ottenuto una chiara vittoria nelle elezioni per il rinnovo del parlamento in Estonia. Sarà dunque con ogni probabilità di nuovo Ansip il premier incaricato dal presidente della Repubblica Ilves di formare il nuovo governo.
Con questo risultato Ansip ottiene due record nella politica estone: è il primo premier post era sovietica ad aver ottenuto due vittorie consecutive nelle elezioni legislative, ed è il primo ad aver mantenuto la carica di primo ministro per tutta la durata di una legislatura (quella passata dal 2007 al 2011)

Il partito della Riforma di Ansip si conferma al primo posto con il 28,6% che gli consente di avere 33 deputati (il parlamento estone è formato da 101 deputati). Insieme al partito Per la Patria Res Publica, l’altro partito dell’attuale coalizione di governo, che ha ottenuto 23 seggi, Ansip può contare su una maggioranza di 56 deputati.
Sconfitti i partiti del centrosinistra: il partito di Centro del sindaco di Tallin Edgar Saavisar, coinvolto di recente in accuse di finanziamenti ricevuti dalla Russia, si è fermato al 23,3% (in calo del 3% rispetto alle elezioni del 2007) mentre il partito socialdemocratico ha raggiunto il 17%, ben dieci punti percentuali in più rispetto al 2007.  Un segnale che probabilmente tende a spostare gli equilibri nel centrosinistra che prima di queste elezioni erano chiaramente a favore del partito filorusso di Saavisar.

Solo questi quattro partiti saranno rappresentati nel prossimo parlamento estone. Lo sbarramento al 5% non ha permesso ai Verdi e all’Unione popolare di centro sinistra di confermare la loro presenza nell’assemblea.

Nonostante le molte polemiche e le accuse che lo hanno riguardato, il sindaco di Tallin Edgar Saavisar, pur sconfitto con il suo partito di Centro, è stato il candidato più votato in assoluto, con 23 mila preferenze, meglio di Ansip che sfiora le 19 mila. Seguono poi nelle preferenze il ministro degli esteri Urmas Paet e il leader di Per la Patria Res Publica ed ex premier Mart Laar.

In Estonia si è potuto votare per queste elezioni online ma anche, e questa è la prima volta, con il cellulare. E’ la prima tornata elettorale che si svolge dopo l’ingresso del paese baltico nell’euro, avvenuto lo scorso 1 gennaio.

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