Archivio per febbraio 9th, 2011

9 febbraio 2011

Vilks: la Lettonia deve seguire il modello estone se vuole uscire dalla crisi

Prendere ad esempio il modello estone per raggiungere gli obiettivi di bilancio e finanziari che consentano alla Lettonia nel 2014 di entrare nella zona Euro.
E’ quello che afferma il ministro delle Finanze Andris Vilks, intervenuto alla trasmissione “900 Sekundes” di LNT.

Il modello estone è ormai il sogno e l’obiettivo del governo lettone: disavanzo di bilancio pari allo zero, ingresso nell’euro, riforme della sanità, dell’istruzione, della pubblica amministrazione introdotte con successo.
Se questo è l’obiettivo ambizioso, non poche sono le difficoltà e Vilks non le nasconde. I creditori internazionali spingono perché la Lettonia intervenga, nel suo processo di consolidamento di bilancio, sulle spese sociali, settore sul quale i due partiti di governo Vienotiba e ZZS hanno opinioni diverse su come agire.
Ma Vilks è ottimista sulle possibilità di accordo con i Verdi di ZZS: un tavolo di confronto fra Vienotiba e ZZS sulla spesa sociale e sulle risorse per 23 milioni di lats da reperire per ultimare il consolidento di bilancio è previsto nei prossimi giorni.

Intanto note positive vengono dai dati sul Pil appena diffusi: nel quarto trimeste del 2010 è aumentato del 3,7% rispetto al 2009, con un incremento del 1,1% rispetto al terzo trimestre 2010, nonostante la leggera diminuzione dei tassi di crescita industriale e delle esportazioni. Secondo Vilks il dato positivo è soprattutto frutto dell’incremento della vendita al dettaglio e della crescita di altri settori economici.

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9 febbraio 2011

Irbe: “Non voglio tornare alla Dinamo Riga, ha un nome che ricorda gli anni del KGB”


Non è un tipo che rilascia facilmente interviste, Arturs Irbe.
Ex giocatore di hockey, uno dei migliori portieri di sempre dell’hockey mondiale e dell’NHL, adesso allenatore dei portieri dei Washington Capitals. La sua ritrosia alle interviste l’ha accantonata per parlare con la rivista russa “Sovetskij Sport», peraltro senza nascondere il suo noto patriottismo lettone.
Irbe, che ora sta cercando di aiutare i Washington Capitals a vincere la Stanley Cup, ha dichiarato alla rivista russa che in questi anni non è voluto tornare nello staff della squadra di Riga perché non accetta che il nome della squadra sia ancora Dinamo: “Dinamo era il nome delle squadre del KGB nell’Urss, e io credo che oggi la squadra di Riga potrebbe chiamarsi in un altro modo, magari Daugava. Capisco che nel campionato russo della KHL il nome Dinamo Riga si venda meglio, ma non ci sono altri valori a cui tenere”.

Irbe ricorda anche il periodo in cui, durante l’era sovietica, difendeva la porta dell’Urss. Quando l’Urss vinse il campionato mondiale nel 1989 e nel 1990 laureandosi miglior portiere del mondiale, in quell’occasione al momento dell’inno sovietico durante le premiazioni, Irbe abbassò il capo senza guardare la bandiera sovietica in segno di protesta. L’anno successivo Irbe si rifiutò di giocare ancora per l’Urss e andò sulle barricate di Riga nei giorni della rivolta del gennaio 1991.

Spesso si è pensato che Irbe potesse scendere in politica nel suo paese, ma ancora al Sovetskij Sport l’ex portiere lettone nega ambizioni politiche: “Voglio vivere in armonia, la politica è un mondo troppo scivoloso. E stare in un partito per me sarebbe impossibile, seguirne la linea. Io voglio rispondere solo alla mia coscienza e sentirmi libero.

Fonte: “Sovetskij Sport»

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